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Agave. Curiosità e virtù

shallow focus photography of green leafed plants

di Natascia e Romina Malizia

AGAVE
Agave. Curiosità e virtù. Il nome le fu dato nel 1753 da Linneo (dal greco ἀγαυός, “illustre”, “nobile”). Da prima della denominazione di Linneo vi erano già dei nomi originari della specie: metl, di origine Nahuatl, mexcatl, maguey, ancora usato nel Messico centrale, nome che aveva origine presunta nelle Antille e successivamente importato sul continente dai conquistatori spagnoli, mezcal, attribuito dai nativi americani e dai conquistadores al liquore estratto dall’agave, ed ancora in uso nel Messico nord occidentale.
È nota per alcuni anche con il nome century plant che le fu dato per la sua longevità prima della fioritura; in realtà tale periodo è di gran lunga inferiore: la maturazione prima della fioritura dipende dalla singola specie e dalle condizioni vegetative delle singole piante.

L’AGAVE è originaria dell’America centro-settentrionale anche se alcune specie acclimate nel bacino Mediterraneo. E’ una pianta succulenta della famiglia delle agavaceae e del genere agave ne esistono più di 300 specie differenti.
Le dimensioni variano da 50 centimetri a alla ricchezza di principi attivi presenti nelle foglie o nel fiore; principalmente è utilizzata come purgante e lassativo nelle situazioni di stipsi e blocchi intestinali.
Inoltre è utile come prevenzione all’osteoporosi e al diabete per la presenza di sostanze che regolano il trasporto dei sali minerali e degli zuccheri nel circolo sanguigno.
La sostanza responsabile è l’inulina, un carboidrato capace di abbassare il colesterolo, di sostenere l’attività del sistema immunitario e, avendo un basso indice glicemico, di tenere sotto controllo il diabete.
La presenza di sali minerali e oligoelementi fanno diventare l’Agave un ricostituente di minerali essenziali e in particolare di ferro, di calcio e di magnesio. Inoltre i carboidrati contenuti nell’agave sono capaci di aumentare l’assorbimento del calcio ed è per questo che viene consigliata
in caso di osteoporosi e per le donne oltre i 50 anni che sono più a rischio di questa patologia. Inoltre questi carboidrati e fibre sono dei valenti probiotici che aiutano la flora intestinale permettendo così una migliore digestione e una riduzione della produzione di gas intestinali.

Testi: Natascia e Romina Malizia
Fonte: web
Foto: pixabay, web

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